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Diplomazia marocchina

IMG_0123-222222.gifMarocco - Il Re Mohammed VI non si è fatto vedere a Parigi, in occasione del summit dell'Union pour la Méditerranée (UPM), la creatura di Nicolas Sarkozy che dovrebbe restituire alla Francia l'influenza perduta nel Nord Africa, facendosi sostituire dal principe Moulay Rachid. Molte congetture si sono fatte, prima tra tutte la manifesta irritazione del sovrano per il fatto che la sede della organizzazione non sarà, come sperato, in Marocco. Ma c'è anche un dato caratteriale e la tradizionale incoerenza ed approssimazione della diplomazia marocchina, che incide fortemente sulla credibilità internazionale del paese. Un articolo di Le Journal Hebdomadaire, tradotto in italiano a cura di ossin.

 

(Mohammed VI in uno dei manifesti che sono esposti dovunque in Marocco)


La diplomazia secondo Mohammed VI

Stephen Zunes

stephen zunes.bmp Marocco - Dopo TelQuel, il settimanale non coformista che ha pubblicato un reportage sui campi di Tindouf, anche Le Jorunal Hebdomadaire sfida la censura sulla questione del Sahara Occidentale, pubblicando un intervento di Stephen Zunes, professore di Scienze politiche all'Università di San Francisco dove dirige il Dipartimento di studi mediorientali (un futuro di uomo di Stato nel caso di vittoria dei democratici), che ribadisce il diritto del popolo saharaoui all'autodeterminazione e la conformità al diritto internazionale del referendum voluto dalle Nazioni Unite. (Traduzione a cura di Ossin)

 

(Nella foto, Stephen Zunes)


Sahara: Autodeterminazione e diritto internazionale

Liberato

Immag019-3.gifMarocco - Liberato El Mahjoub nel pomeriggio di domenica 27 luglio. Lo abbiamo sentito al telefono, ci ha confermato che il suo arresto è stato una provocazione contro gli osservatori internazionali. Ci ha detto infatti che lo hanno interrogato per molte ore soprattutto su Quatrano, sulle ragioni per le quali era in Marocco, sui suoi rapporti col Fronte Polisario.

 

(El Mahjoub, foto ossin)

 

Intervista al telefono

 

Il dispaccio ANSA

El Mahjoub

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Marocco - El Mahjoub è in carcere a Marrakech. La polizia dice che era già ricercato, è un fatto però che durante tutto il mese in cui era stato a casa sua, a Guelmin, nessuno si era preoccupato di lui. E, prima ancora, lo avevano lasciato libero di sostenere gli esami di fine corso all'Università.

Le ricerche di questo strano latitante che non fa niente per nascondersi si sono attivate solo quando ha fatto da interprete agli osservatori internazionali; e probabilmente è questo il suo delitto. Continuiamo a pensare che El Mahjoub sia vittima di una intimidazione trasversale: forse volevano impedirci di andare a Laayoune. Anche per questo abbiamo deciso di venirci: siamo arrivati stamattina e fino ad ora tutto bene.

 

(El Mahjoub, foto ossin)

 

 

A Laayoune, a Laayoune

 

La notizia nei dispacci ANSA

 

 

Provocazione

oui-044-2.jpgMarocco - Provocazione della polizia marocchina contro gli osservatori internazionali impegnati nei processi contro i militanti della intifada saharaoui. El Mahjoub Mleha, l'inteprete saharaoui che accompagnava gli inviati di OSSIN, è stato prelevato dalla polizia oggi 24 luglio 2008 alle 14.30 circa e, fino al momento in cui scriviamo, le ore 20.30, non se ne hanno notizie.

 

(El Mahjoub Mleha, foto ossin)

 

Provocazione

Sidi Ifni

IMG_2293222.gifMarocco - Il 7 giugno scorso il regime marocchino ha rivelato ancora una volta il suo vero volto repressivo e violento. Sidi Ifni, una città del sud marginalizzata e povera, è stata messa a ferro e fuoco dalle forze speciali intervenute per reprimere le manifestazioni popolari contro la disoccupazione e la povertà. Risultato: centinaia di arresti e feriti gravi, stupri e violenze. Molti giovani sono stati costretti a darsi alla macchia sulla montagna vicina. Oltre alla brutalità, la censura: nemmeno un accenno di quanto succedeva è stato fatto nei TG marocchini, ne hanno parlato solo il giorno dopo, ma per criticare la "bufala" di Al Jazeera che aveva dato notizia di morti non confermate.

Tecnica sperimentata di manipolazione, che non ha impedito però che le immagini della macelleria messicana circolassero in rete su You Tube. Nei giorni successivi molte manifestazioni si sono svolte in Marocco, in segno di solidarietà con gli abitanti di Sidi Ifni, tutte represse brutalmente. La cronaca e le analisi negli articoli di Le Journal Hebdomadaire e La verité (tradotte in italiano a cura di ossin).

 

(intervento polziesco a Rabat contro una manifestazione di solidarità con gli abitanti di Sidi Ifni, foto ossin)

 

Hogra a Sidi Ifni

 

La disoccupazione e i suoi danni

 

Repressione a Rabat (foto)

 

Le immagini su You Tube


Esplosione

rabat-e-altro-147-2.gifMarocco - La crisi alimentare investe anche il Marocco e si aggiunge ai problemi endemici di un sistema sociale carente, alla crescente disparità tra ricchi e poveri e ad alla disoccupazione endemica. A tutto questo si aggiunge il pericolo della predicazione integralista, che trova adepti proprio nella spaventosa realtà sociale delle bidonvilles. Una analisi apparsa su MarocHebdo, tradotta in italiano a cura di ossin.

 

(un sit-in davanti al Parlamento di Rabat, foto ossin)


Il Marocco sull'orlo dell'esplosione


Le Maroc au bord de l'explosion