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John Gunther Dean

Senza-titolo-1.gifPalestina - Una intervista pubblicata nel numero di settembre di Asie Afrique a John Gunther Dean, diplomatico nordamericano ed ebreo. L'esistenza di Israele è messa in pericolo dalla sua stessa politica, e da quella degli Stati Uniti. L'unico futuro, per Israele, è di cessare la persecuzione dei Palestinesi.

 

(nella foto, il muro della vergogna costruito dagli israeliani sui territori palestinesi)


Intervista (traduzione a cura di Ossin)


L'existence d'Israel est menacée par sa proprie politique

Alvaro de Soto

alvarosoto290307.jpgPalestina - L' inviato ONU per il Vicino Oriente, il peruviano Alvaro de Soto, si è dimesso dal suo incarico di coordinatore speciale delle Nazioni Unite. In un rapporto confidenziale di 53 pagine pubblicato dal quotidiano inglese The Guardian, ha criticato fortemente gli Stati Uniti e Israele per il boicottaggio applicato al legittimo governo Palestinese, sostenendo che ha provocato conseguenze devastanti per la popolazione della regione.

 

(nella foto: Alvaro de Soto)

il rapporto confidenziale in inglese

Boicottare Israele

israele_soldati_fronte.jpgPalestina - Lo scorso 30 maggio, con 158 voti a favore e 99 contrari, il sindacato delle università britanniche (The University and college Union - Ucu) ha deliberato di boicottare i legami con le università israeliane in segno di protesta per l'occupazione dei Territori palestinesi e soprattutto per il "divario" tra il livello di educazione accessibile agli israeliani e quello accessibile ai palestinesi. Pubblichiamo in proposito la notizia tratta da RaiNews 24 e un articolo di Lawrence Davidson, professore di storia all'università di West Chester.

 

(nella foto: soldati israeliani)


Rainews 24


Lawrence Davidson (traduzione a cura di ossin) 

 

Quaranta anni di occupazione della Palestina

baruda.jpgPalestina - Quaranta anni fa Israele sferrava un attacco all’Egitto presentandolo al mondo come guerra di autodifesa. Oggi si sa che la guerra fu pianificata in modo da prendere l’Egitto alla sprovvista, come testimoniano le fonti più svariate, dalle memorie di De Gaulle  alle biografie di esponenti politici israeliani e agli studi storici, israeliani inclusi.Gli esiti della guerra e l'occupazione militare non hanno fatto bene a Israele (oltre che, naturalmente, ai Palestinesi). Proponiamo, con un'introduzione di Mario Abud Filho, la traduzione di un articolo dello storico israeliano Tom Segev (autore de "Il settimo milione" e di altre opere della massima importanza sulla fondazione di Israele), pubblicato sul quotidiano israeliano di semi-sinistra Haaretz il 5 giugno scorso (traduzione a cura di Ossin, con il testo originale di seguito). E, dallo stesso Haaretz, un articolo dell'analista Akiva Eldar, la cui traduzione è apparsa su Il Manifesto del 6 giugno.

 

Tom Segev

 

Akiva Eldar

Acqua e Palestina

Focus_eau_400.jpgPalestina - Come in tutte le zone aride, il problema dell’acqua nel Vicino Oriente è fondamentalemente politico. Sin dall’inizio della colonizzazione l’acqua è diventata un problema centrale nella politica israeliana di occupazione della Palestina e dell’annessione del Golan. Questo testimonia della politica discriminatoria di Tel Aviv. Vitale, l’acqua è al cuore di tutta la strategia militare e coloniale israeliana.

 

(Nella foto, un fiume vicino al Campo dei rifugiati di Al Faraa prosciugato in estate a causa del pompaggio eccessivo delle sue acque a monte da parte delle colonie israeliane)

 

Un articolo di André Rousseau

Appello

epa13yxnX_20070513.jpgPalestina - Riceviamo dal nostro amico Daniel Voguet una "Supplica agli amici palestinesi", che volentieri pubblichiamo.

"Quand les blés sont sous la grele
fou qui fait le délicat
fou qui songe à ses querelles
au coeur du commun combat"


in italiano e in francese

Sionismo e Apartheid

imagette_art_151.jpgPalestina - Il presidente della Repubblica italiana, Giorgio Napolitano, ha formulato un giudizio per lo meno azzardato. Ha detto che l’antisionismo è una forma di antisemitismo, come dire che coloro che non condividono il delirante progetto espansionista dello Stato di Israele manifesterebbero in questo modo sentimenti antisemiti, simili a quelli che hanno avuto la loro tragica apoteosi nell’Olocausto. Noi pensiamo che non sia così e ricordiamo al presidente Napolitano che, solo nel 1974, l’Assemblea Generale dell’ONU aveva addirittura assimilato, in una storica risoluzione, il sionismo al razzismo. Risoluzione che sarà poi abrogata su pressione degli Stati Uniti dopo il crollo dell’Unione Sovietica e gli accordi di Oslo. Segnaliamo inoltre l’ultimo numero di Afrique Asia, che contiene degli articoli che varrebbe la pena leggesse.  Sono di Ronnie Kasril, ebreo sudafricano, storico militante contro l’apartheid; di John Dugard, giurista sudafricano; di Shulamit Aloni, ex ministro dell’educazione israeliano nel governo Rabin e dell’arcivescovo Desmon Tutu, premio Nobel per la pace. Li abbiamo tradotti per lui e per i nostri lettori.
Gli autori sono tutti antisionisti e dichiarano, in sintonia con quanto recentemente affermato dall’ex presidente USA Jimmy Carter nel suo libro “Palestine: peace not apartheid”, che Israele ha realizzato un regime razzista nei confronti dei Palestinesi, simile a quello sud-africano dell’apartheid. Buona lettura, presidente!

 

Miti del sionismo

 

Israele "bantoustanizza" i territori

 

In Israele c'è l'apartheid

 

Perchè non anche in Palestina?

Palestina

Palestina occupata - Che cosa significano quotidianamente le sanzioni economiche internazionali contro i Palestinesi, colpevoli di avere eletto democraticamente un partito non gradito ad Israele.
La maledizione di essere Palestinese, di Mohammed Omar su Rafah Today del 1 maggio


Traduzione a cura di Ossin