Le violenze hanno provocato 24 morti e più di 1500 arresti
Camerun – 5 marzo 2008 Fonte: AFP
Le violenze che hanno scosso il Camerun la settimana scorsa hanno provocato 24 morti, tra cui un poliziotto, e più di 1500 persone sono state arrestate, secondo un nuovo bilancio ufficiale annunciato mercoledì all’agenzia France Presse dal Ministro della Comunicazione Jean-Pierre Biyiti Essam.
“Ventiquattro persone sono morte”, ha dichiarato, modificando in crescita il bilancio precedente di una ventina di morti.
Inoltre, ha aggiunto, “un po’ più di 1500 persone sono state arrestate” nel corso delle sommosse scoppiate a margine di un movimento di protesta contro il carovita e contro un progetto di revisione costituzionale che dovrebbe autorizzare il presidente Paul Biya, al potere dal 1982, a candidarsi per un nuovo mandato nel 2011.
“Vi sono molti giovani tra le persone indagate, la quasi totalità delle quali è stata arrestata in flagranza”, ha proseguito ricordando alcuni casi di danneggiamenti e di furto registratisi durante le manifestazioni. Secondo il ministro, una cinquantina di persone sarebbero già state condannate a Yaoundé.
L’agenzia France Presse aveva stimato almeno 17 morti, soprattutto sulla base di testimonianze, ma informazioni di difficile verifica attesterebbero un numero di vittime superiore.
La Maison des droits de l’Homme, una organizzazione camerunese affiliata alla Federazione Internazionale dei diritti dell’uomo (FIDH) ha dichiarato mercoledì che le sommosse in molte città dell’ovest, come a Yaoundé e a Douala, le capitali amministrativa ed economica, avrebbero provocato “più di 100 morti”.
“Si può già dire che vi sono più di 100 morti – aveva affermato in mattinata la responsabile di questa ONG, Madeleine Afité – Sulla base delle informazioni che ci arrivano ogni giorno e che noi continuiamo a verificare”. Aggiungendo che sarà molto difficile giungere ad un “bilancio preciso” a causa delle “intimidazioni del governo”.
“Il bilancio di Afité è falso – ha protestato il ministro della comunicazione – io no so da dove arrivano questi numeri”.
Dettagliando il bilancio ufficiale, ha spiegato che 19 persone, tra cui un poliziotto di Yaoundé, sono morte “nel corso di scontri tra manifestanti e forze dell’ordine” ed altre due a Douala, durante “regolamenti di conti tra saccheggiatori per la spartizione del bottino”.
Le ultime tre vittime – ha concluso - sono rimaste “bruciate” nel corso delle violenze tra gli abitanti di Muyuka, nella provincia di sud-ovest.
Le violenze sono cessate dopo un discorso duro del capo dello Stato, che ha implicitamente accusato l’opposizione di avere manipolato i manifestanti per rovesciarlo. In seguito a Douala e Yaoundé è stato dispiegato l’esercito.