Cuba garantisce la protezione lavorativa agli ammalati di SIDA
IRIS ARMAS PADRINO
Cuba garantisce l’impiego, la protezione lavorativa e l’assistenza medica agli ammalati di SIDA (HIV-AIDS) grazie alla volontà politica dello Stato, che dà la priorità allo sviluppo umano, è stato segnalato all’Avana.
Nella prima giornata di sessioni del II Congresso Internazionale Salute e Lavoro, che ha riunito circa 500 delegati da quasi 40 paesi, esperti dell’Isola hanno fatto riferimento all’assistenza che viene offerta a questi pazienti allo scopo di migliorare la loro qualità di vita.
Nella Tavola Rotonda HIV-SIDA e Lavoro è stato sottolineato che a Cuba quasi il 95% degli infettati da questo male sono incorporati al lavoro. Inoltre, esiste un gruppo operativo per combattere la malattia composto da tutti gli organismi, istituzioni e organizzazioni che controlla l’applicazione della detta politica.
Angélica Morán Reyes, specialista del Centro di Formazione del Ministero del Lavoro e della Sicurezza Sociale ha detto che la risoluzione 8 del Regolamento Lavorativo stabilisce il diritto all’impiego di tutti i lavoratori, comprese le persone che vivono con SIDA alle quali viene garantita l’assicurazione sociale tramite la legge 24.
Questa legislazione costituisce un sistema integrato dalla sicurezza sociale e dall’assistenza sociale, che insieme garantiscono una vita dignitosa a tutti i cittadini, ha puntualizzato la specialista.
La dottoressa Rosayda Ochoa, direttrice del Centro Nazionale di Prevenzione del SIDA, ha ricordato che alle persone infettate da questo male è riconosciuto lo stesso diritto a ricevere assistenza sociale e quando devono avvalersi di prestazioni mediche percepiscono l’intero stipendio.
A differenza che in altre nazioni, a Cuba vengono somministrati gratuitamente ai malati gli antiretrovirali di produzione nazionale che hanno permesso di ridurre il tasso di deceduti da 24 ogni 100mila pazienti nel 2000 ai 5 dell’anno scorso.
Il dottor Jorge Pérez Ávila, vicedirettore dell’Istituto di Medicina Tropicale Pedro Kourí (IPK) ha precisato che questi medicinali dalla provata efficacia, la cui produzione è cominciata nell’Isola nel 2001, hanno mostrato risultati simili a quelli fabbricati dalle compagnie leaders.
L’esperto dell’IPK, istituzione leader nelle ricerche e nei trattamenti di questa epidemia, ha sottolineato che negli ultimi 5 anni questi farmaci hanno ridotto di una percentuale superiore al 70% le malattie opportuniste, che sono più di 600.
Ha sottolineato che nel detto periodo il tasso di mortalità su ogni 100 casi di SIDA è diminuito del 6%. La mortalità è diminuita in valori assoluti. Le malattie opportuniste, che aggravano le condizioni di questi pazienti e possono provocarne la morte, sono diminuite da 623 nel 2001 a 152 nel 2006.
Avila ha affermato che i sei antirretrovirali cubani soddisfano la domanda nazionale e garantiscono la triploterapia a tutti i pazienti che la richiedano, che sono più di 2.600.
A Cuba, l’incidenza dell’infezione da HIV-AIDS è di 0.09%, indicatore che ubica l’Isola tra le 18 nazioni dal più basso tasso nel mondo e dal minor contagio, ha sottolineato. (Traduzione di Granma Int.)