Al nostro ritorno a Napoli veniamo informati della liberazione di El Mahjoub, avvenuta domenica 27 luglio, verso le ore 15 a Marrakech.
Lo sentiamo al telefono:
Come va, El Mahjoub?
ça va bien, hamdolillah …
Allora? Che cosa è successo?
“Quella mattina che mi hanno arrestato ci seguivano già, ci hanno seguito tutta la mattinata… C’erano dei poliziotti in albergo, quando siamo tornati hanno avvertito la centrale e sono venuti a prendermi. Erano tre poliziotti in borghese e mi hanno caricato su una macchina civile…”
Dove ti hanno portato?
Al Commissariato Centrale di Agadir..,
Proprio quello al quale ci siamo rivolti per sapere cosa era successo e dove ci hanno detto di non avere mai sentito il tuo nome… la stessa cosa hanno risposto alle decine di persone che dall’Italia, la Francia e la Spagna hanno chiamato per avere notizie..
Stavo proprio lì invece, e ci sono rimasto fino a sabato, quando mi hanno portato a Marrakech… mi hanno interrogato per 9 ore di fila, e poi ancora per 7 ore e poi per 6…
Ti hanno fatto del male?
Sì, mi hanno torturato, mi hanno picchiato su tutto il corpo… c’era soprattutto un ufficiale che mi picchiava, un certo Elhayrach… mi colpiva con le manette dappertutto…
Cosa volevano sapere?
Volevano avere notizie di voi, soprattutto di Quatrano… lo conoscevano bene, conoscevano il suo numero di telefono… Mi chiedevano che relazione avessi con voi, io ho risposto che siamo amici e che eravate venuti in vacanza… Ma soprattutto volevano sapere cosa ci faceva Quatrano in Marocco. Io ho risposto che è un difensore dei diritti dell’uomo e loro chiedevano chi ce lo ha mandato, se era stato il Fronte Polisario…
Poi che cosa è successo?
Alle sei di mattina di sabato è arrivata la polizia di Marrakech e mi hanno portato qui. Mi hanno ancora interrogato, mi hanno chiesto che relazione avessi con Ennaama Asfari e con Quatrano. Ero al Commissariato centrale e anche qui mi hanno picchiato, soprattutto un ufficiale, il suo nome è Chihabi… poi mi hanno accusato di essere coinvolto nel tentato omicidio di Taouir Fdayli…
(Taouir Fdayli è stato vittima di una aggressione da parte di sconosciuti a Marrakech. Del suo ferimento è stato incolpato uno studente saharaoui, Lkhalih lna Abou Lhassan, da molti mesi in carcere. Il processo è fissato il prossimo 13 agosto).
E come mai ti hanno liberato?
Perché mi hanno portato davanti al giudice e la vittima non mi ha riconosciuto nel confronto… però mi hanno detto che non sono ancora scagionato e che mi devo presentare anche io il 13 agosto…
(La fortuna di El Mahjoub è stata che il dossier per il ferimento di Fdayli era già nelle mani del giudice istruttore e il confronto lo ha fatto lui… Fosse stata la polizia, in qualche modo la vittima l’avrebbe riconosciuto. Ma i giudici – per quanto marocchini – di solito non fanno verbali falsi)
Come ti senti adesso?
Bene, bene… c’è tanta gente che viene a trovarmi per esprimermi la sua solidarietà… Adesso mi riposo un po’, poi vedrò il da farsi.