Manifestazione a Firenze della sinistra radicale
FIRENZE (Reuters) - La polemica sui lavavetri si trasferisce in piazza. Dopo giorni di schermaglie tra politici, intellettuali e opinionisti sui mezzi di informazione, questo pomeriggio i cittadini che dissentono dalla decisione di punire con il carcere i lavavetri manifesteranno a Firenze.
Un presidio "promosso da movimenti, associazioni, comitati e forze politiche della sinistra" inizierà questo pomeriggio alle 17 in Piazza Libertà, e avrà come scopo "il ritiro dell'ordinanza", riferiscono in una nota gli organizzatori.
Le forze politiche che hanno deciso di aderire all'iniziativa sono Rifondazione Comunista, Verdi, Sd e Pdci, che nei giorni scorsi erano stati tra i più critici verso la politica di "tolleranza zero" annunciata dalla giunta diessina del capoluogo toscano.
La scorsa settimana l'amministrazione comunale di Firenze ha annunciato un giro di vite contro i lavavetri, introducendo misure penali contro chi viene trovato con spugna e secchio ai semafori della città.
La scelta ha scatenato una forte polemica all'interno della maggioranza ricevendo critiche dall'ala sinistra ma anche plausi da altri sindaci di comuni governati dalla maggioranza che hanno annunciato l'adozione di misure analoghe.
Oggi il sindaco di Firenze e presidente dell'associazione dei comuni italiani, Leonardo Domenici, è tornato sulla questione difendendo l'ordinanza "leninista".
"In fondo si tratta di un'ordinanza leninista", ha detto Domenici al quotidiano la Repubblica. "Lenin diceva: il problema è l'analisi concreta di una situazione concreta. Questo stiamo facendo, vorrei far osservare a chi ci critica da sinistra".
Firenze | 3 settembre 2007
Domenici: sui lavavetri vado avanti, ho seguito la lezione di Lenin
Leonardo Domenici (RAI NEWS 24)
Per togliere i lavavetri dalle strade "ho applicato la lezione di Lenin". Parola del sindaco di Firenze Leonardo Domenici che scomoda il 'padre del comunismo' per spiegare come e perché lavare abusivamente i vetri ai semafori di Firenze non è più possibile.
Intervistato da 'la Repubblica' e dal 'Corriere della Sera', il sindaco di Firenze spiega che "Lenin diceva: 'il problema è l'analisi concreta di una situazione concreta'. Questo stiamo facendo e lo faccio osservare a chi da sinistra critica questa situazione".
Una 'decisione' che ha creato critiche e polemiche ma sulla quale il presidente dell'Anci non torna indietro: "Se ci sia un racket toccherà alla magistratura stabilire (...) noi facciamo la nostra parte e le altre istituzioni facciano la loro”.
"Al Parlamento e al governo, noi sindaci non chiediamo di risolvere il problema, ma di fornirci gli strumenti per agire. Siamo di fronte a un fenomeno nuovo, che ancora 15 anni fa non si poneva. Serve una legislazione nuova. Che integri il codice penale e quello di procedura penale, in modo da definire il reato e rendere certa la sanzione. Che precisi i poteri dei sindaci. Che garantisca le risorse: dopo cinque finanziarie di Berlusconi e purtroppo anche la prima di Prodi, mancano i mezzi per il risanamento, la riqualificazione, e anche per far rispettare la legalità".