Un commento di Ossin
ORDINE PER DIOOOOO
Ieri gli scontri, stamattina altri interventi muscolari della polizia: la gente dice che un ragazzo è stato deliberatamente lanciato da un muretto e solo per miracolo non ci ha rimesso la pelle. Chiaiano è il laboratorio del “nuovo clima” che si respira nel paese: un governo autoritario e un’opposizione che applaude, e l’ingiusta pretesa di risolvere problemi annosi sulla pelle e sulla salute di chi capita.
Ed è capitato a Chiaiano di diventare il capro espiatorio dell’ inadeguatezza della classe dirigente campana e dei lucrosi affari che Impregilo, commissari straordinari, consulenti e camorra hanno fatto per anni all’ombra della monnezza. Di un governo intriso di umori autoritari, xenofobi e antimeridionali.
Oggi ci pensano Silvio Berlusconi e Guido Bertolaso a dire “basta!” alla pretesa dei cittadini di dire la loro, con una opposizione del PD che applaude al progetto di impiegare esercito e polizia per liberare l’Italia dai poveri, dagli stranieri, dalla monnezza e dai rompicoglioni.
E lo fanno premiando Impregilo, cui vengono affidati i lavori di completamento dell’inceneritore di Acerra, e la controllata Fibe, che – dicono a Chiaiano – è proprietaria di alcune cave vicine alla discarica. Un’inchiesta, oramai diventata inutile, della Procura di Napoli aveva ottenuto il rinvio a giudizio proprio dei dirigenti della Fibe e dell’Impregilo (insieme al governatore Bassolino), per truffa aggravata ai danni dello Stato nella gestione del ciclo dei rifiuti.
Sabato, 24 maggio 2008 – pomeriggio
Tutto questo è chiarissimo nella mente dei cinquemila che si sono dati appuntamento alla fermata della Metropolitana di Chiaiano, per protestare contro la discarica, ma anche contro la sospensione delle libertà, dopo che le manifestazioni di ieri e di questa mattina sono state duramente represse dalla polizia.
Oggi il corteo è pacifico, ma pieno di rabbia: “Siete voi, siete voi, la monnezza dell’Italia siete voi”, gridano in faccia alle “guardie”. Più di un centinaio, tra polizia carabinieri e guardia di finanza, che oggi assistono impassibili, dopo che ieri e stamattina hanno fatto di tutto e di più.
Una donna cammina spingendo un passeggino, al suo fianco una ragazzina di 12 anni con un braccio ingessato. Spiega ai giornalisti che è tornata in piazza, anche se il giorno prima i poliziotti hanno picchiato la figlia, le hanno fratturato il braccio: “Non lo so che sfizio ci hanno provato… adesso se vogliono, possono picchiare pure me, possono picchiare pure il bambino di tre anni… noi però sempre qua torniamo…”
Ed è fortissima la sensazione che non sarà facile per il governo vincere questa prova di forza contro una intera comunità. Che sembra assolutamente compatta: chi non è in piazza è sui balconi o applaude dal marciapiede il corteo che sfila tra case tappezzate di cartelli contro la discarica. Insomma è davvero tutta Chiaiano unita contro la pretesa di aprire un megasversatoio a pochi passi dalle abitazioni.
Una donna dice che il suo appartamento affaccia proprio sulle cave di tufo dove dovrà essere ricoverata la monnezza, l’ha acquistato da poco ed ha sulle spalle 29 anni di mutuo. Conclude: sono disposta a tutto pur di impedirne l’apertura.
Qualcuno si guarda intorno e dice che per fortuna la camorra non c’è più. Durante le prime manifestazioni si vedevano molte facce brutte, che adesso sono sparite: “Evidentemente si sono messi d’accordo… come sempre… Stato e camorra… perciò adesso la polizia ci carica, perché la camorra non c’è più!”
Piazza Rosa dei Venti è gremita di gente, qui la chiamano Titanic per via di un orribile monumento che sembra una nave che affonda. Centinaia di persone sono assiepate nello spazio angusto e applaudono il corteo che arriva pacifico, stretto da due file di carabinieri in assetto antiguerriglia. La strada per la discarica è barricata da una fila di cassonetti rovesciati e da filo spinato e, più oltre, alberi sradicati, auto rovesciate. Su questa strada il nuovo Stato decisionista potrà passare solo con i carri armati. Smembrando barricate, e forse corpi, messi di traverso alla costruzione della nuova Italia delle buone maniere nel Palazzo e della tolleranza zero nelle piazze.
Un cartello avverte: “Zona militare – limite invalicabile – sorveglianza non armata”. E gli abitanti del quartiere restano a presidiarla.