Nicolas Sarkozy sostiene il Marocco sulla questione saharaoui
In questi ultimi mesi, soprattutto dopo giugno, quando il Re del Marocco ha annullato la visita di Nicolas Sarkozy che aveva scelto di visitare per prima l’Algeria, alcuni osservatori si sono convinti che il nuovo presidente della Repubblica francese stesse per rompere con la politica di Jacques Chirac, alleato incondizionato del Marocco per quel che concerne la questione saharaoui.
Benché sforniti di qualsiasi prova a sostegno delle loro analisi, si erano auto-persuasi che Nicolas Sarkozy stesse per inaugurare un riequilibrio del punto di vista francese sulla questione del Sahara Occidentale con una posizione più vicina alla legalità internazionale.
Che ingenuità o che cecità! La visita ufficiale di Nicolas Sarkozy in Marocco alla fine di ottobre ha posto fine ad ogni equivoco. Si è “allineato completamente alla posizione dell’ex presidente Jacques Chirac di sostegno della sovranità marocchina in questa regione”, ha sottolineato l’agenzia di stampa marocchina MAP. Effettivamente il presidente Sarkozy ha conferito il suo sostegno senza riserve all’iniziativa marocchina di autonomia, considerandola “base dei negoziati per la ricerca di un regolamento ragionevole”. “La Francia sarà al vostro fianco” ha proclamato davanti ai membri del Parlamento, tra i quali il presidente Mustapha Mansouri non ha nascosto la sua soddisfazione: “Abbiamo registrato questa solida posizone di incoraggiamento alla iniziativa marocchina di autonomia”.
Per gli osservatori avvertiti, il sostegno pubblico e ufficiale di Nicolas Sarkozy alla marocchinità del Sahara occidentale non è una sorpresa. Basti ricordare la posizione dell’UMP, quando lui ne era presidente, che aveva giudicato questo piano di autonomia “molto costruttivo”. Nel corso del suo viaggio a Tunisi, in luglio, aveva dichiarato ai giornalisti: “Non c’è nemmeno un’ombra di disaccordo col Marocco. Fondamentalmente non vi sono cambiamenti nella posizione della Francia sul Sahara”. Oggi alla testa dello Stato francese, Nicolas Sarkozy è ansioso come i suoi predecessori di difendere gli interessi commerciali e finanziari delle aziende francesi installate in Marocco o esportatrici. Accompagnato da decine di imprenditori, ha firmato accordi commerciali per 3 miliardi di euro. Come ha sottolineato il deputato Jean-Paul Lecoq l’8 novembre all’Assemblea Nazionale: “Per il governo, il mercato è molto più importante dei diritti umani, il commercio molto più importante dell’autodeterminazione”.
Benché si sia impegnato a “promuovere le libertà e i diritti dell’uomo sulla scena internazionale”, Nicolas Sarkozy ha una visione selettiva dei diritti dell’uomo. In taluni paesi “amici”, non vede affatto le manifestazioni di protesta contro la repressione e non ascolta le denunce dei prigionieri politici. Ciò che non gli ha impedito il 13 novembre, al Parlamento Europeo, di esortare l’Europa a porsi al fianco di “tutte le donne oppresse, i bambini martirizzati, gli uomini perseguitati, i popoli asserviti…”, salvo le donne, i bambini, gli uomini ed il popolo saharaoui che lottano e resistono da trenta anni all’occupazione marocchina.
Garantendo il suo sostegno incondizionato al piano marocchino di autonomia, che non è una novità, ma un “ripartire da zero”, come sottolinea a giusta ragione la dichiarazione finale della 33^ Conferenza internazionale di sostegno al popolo saharaoui, Nicolas Sarkozy si prende gioco del diritto internazionale, svuotando di significato il diritto all’autodeterminazione del popolo saharaoui. Tale diritto, nonostante sia riconosciuto dalla Carta delle Nazioni Unite (il diritto dei popoli a disporre di se medesimi) e da tutte le risoluzioni delle Nazioni Unite sulla questione saharaoui, è al centro dei negoziati diretti tra il Marocco e il Fronte Polisario che si sono avviati sotto l’egida delle Nazioni Unite.
In questa situazione il CORELSO giudica essenziale proseguire ed intensificare le sue azioni prioritariamente presso il governo francese perché avvii una politica estera rispettosa del diritto internazionale. Partendo dalle comune lettera di dieci associazioni a Nicolas Sarkozy, il CORELSO si rivolgerà alle associazioni per la difesa dei diritti dell’uomo, ma anche alle organizzazioni sindacali ed ai partiti politici perché si impegnino più attivamente nella protezione delle popolazioni saharaoui vittime della repressione e per la realizzazione del referendum di autodeterminazione.