Scontri a Nouakchott, l’Unione Africana per il ritorno del presidente rovesciato
Mauritania, 7 ottobre 2008 – AFP
Dei tafferugli hanno opposto a Nouakchott la polizia a manifestanti ostili al potere militare, nel momento in cui l’Unione Africana (UA) chiedeva nuovamente la liberazione del presidente Sidi Ould Cheikh Abdallahi, rovesciato il 6 agosto da un colpo di Stato.
Nel centro della capitale mauritana, in serata, squadre di poliziotti con l’elmetto hanno disperso a colpi di manganello e gas lacrimogeno gruppi di simpatizzanti del presidente deposto che mostravano il suo ritratto.
Qualche giovane ha risposto lanciando pietre contro le forze dell’ordine, ma la maggior parte dei manifestanti si sono dati alla fuga appena i poliziotti hanno cominciato a dare loro la caccia intorno all’incrocio del Policlinico e nelle strade sabbiose dei dintorni.
E’ difficile fare una stima del numero dei manifestanti. Piccoli gruppi di giovani sfidavano attivamente la polizia, ma anche dalla folla dei passanti, apparentemente solo spettatori, partivano di tanto in tanto degli slogan che chiedevano le dimissioni del capo della giunta, il generale Mohammed Ould Abdel Aziz.
“Abbasso Aziz! Viva Sidi”, gridavano in arabo uomini e donne.
“Eravamo arrivati al liceo della democrazia (con le elezioni del marzo 2007) ma si è tornati all’asilo! La gente non reclama il ritorno del presidente per amore di Sidi o per odio nei confronti di Aziz, ma per la semplice ragione che la popolazione ha scelto Sidi e che bisogna rispettare questa scelta”, ha dichiarato all’AFP un informatico di 35 anni, Cheikh Dico, mentre correva per sfuggire al lancio di lacrimogeni.
“I militari ci hanno mentito nel 2005, dicendo che ci portavano la democrazia. Loro stessi hanno messo Sidi come presidente nel 2007 e non sono stati nemmeno capaci di aspettare cinque anni perché le loro menzogne apparissero chiare”, ha aggiunto l’uomo, soddisfatto perché la popolazione si “risveglia”.
Sei centrali sindacali, chiamando alla “resistenza contro la dittatura” militare in Mauritania, avevano annunciato la convocazione di una manifestazione per martedì, nonostante il divieto emanato dalla giunta. Ma in serata, le stesse hanno improvvisamente cambiato strategia. “Oggi abbiamo deciso di mantenere il nostro programma di manifestazioni, ma poi abbiamo cambiato decisamente forma di lotta, per passare da una marcia pacifica ad uno scontro” aveva dichiarato il segretario generale della Confederazione dei liberi lavoratori della Mauritania, Samory Ould Beye, intervistato dall’AFP.
Al calar della notte, la calma è stata ristabilita nel quartiere dell’incrocio del Policlinico, dove ha avuto luogo lo scontro. “Ma le sedi delle organizzazioni sindacali sono sempre assediate dalla polizia”, ha dichiarato Beye, aggiungendo che la repressione ha provocato “una ventina di feriti leggeri”.
Dopo Addis Abeba, l’Unione Africana ha per parte sua ribadito la sua posizione sulla crisi mauritana e, all’esito di consultazioni svoltesi martedì con i responsabili della giunta mauritana, chiesto il ristabilimento del presidente rovesciato.
Il presidente della Commissione dell’UA, Jean Ping, “ha colto l’occasione di un incontro svoltosi ad Addis Abeba con una delegazione della giunta militare per riconfermare la posizione dell’UA”, recita un comunicato dell’organizzazione continentale.
“Tenuto conto dell’assenza di progressi verso la restaurazione dell’ordine costituzionale (…), il presidente della Commissione sottoporrà, a tempo debito, delle proposte concrete sulla strada da seguire”, continua il comunicato.
L’UA aveva preteso il 22 settembre il ristabilimento del presidente Sidi Ould Abdallahi nelle funzioni entro il 6 ottobre, evocando rischi di sanzioni e di isolamento per i putschisti se non avessero soddisfatto questa richiesta.
Una ventina di sentori mauritani hanno lanciato, da parte loro, una iniziativa, detta della “3° via” per uscire dalla crisi, che essi riassumono nello slogan”né i militari, né Sidi”(il presidente rovesciato.